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Prosciutto di Parma: selezione mangibene.it

Come abbiamo selezionato in esclusiva per voi il miglior prosciutto di Parma


Alessandro Berardi, domenica 24 settembre 2000

Guardate, guardate cosa accade e perché è sempre più difficile reperire sul mercato un eccellente "Prosciutto di Parma". Noi, per non incorrere in sorprese e per avere "l'insuperabile" in ordine di qualità, lavorazione e stagionatura, dopo aver visitato almeno dieci dei migliori e più rinomati prosciuttifici nella zona di Langhirano (PR), abbiamo preso la saggia decisione di affidare il controllo dell'intera filiera produttiva al massimo esperto del settore Fabrizio Groppi, ora nostro consulente "speciale".
Il lavoro inizia con la selezione dell'allevamento dal quale il prosciuttificio acquista i maiali per la macellazione. L'allevamento è fondamentale per il risultato finale. La razza giusta, un'alimentazione corretta e bilanciata a base di prodotti naturali, la pulizia e il servizio sanitario devono essere di prim'ordine. Noi abbiamo selezionato l'allevamento (segretissimo!), dal quale mensilmente il nostro consulente "speciale" provvede all'individuazione dei maiali più adatti al nostro programma di lavorazione e stagionatura (24 mesi contro i 16 o 18 della concorrenza più blasonata).

Dalla macellazione, i prosciutti già marchiati a fuoco con un nostro segno distintivo, arrivano al prosciuttificio "San Prospero", scelto per l'abilità e la qualità nella lavorazione e della stagionatura ma soprattutto per averci garantito la rigorosa e incondizionata osservanza del nostro programma di selezione: "selezione mangibene.it".

Qui i prosciutti freschi vengono puliti, rifilati, salati e risalati, spalmati di grasso e pepe, coccolati da mani esperte. Da qui inizia il lungo rito della stagionatura.

A circa dodici mesi, il Sig. Groppi va a fare una visitina ai nostri pazienti, li guarda ad uno ad uno, li punzecchia per verificare che godano di buona salute e che il profumo sia quello giusto, eliminando con la massima severità tutti quelli che non corrispondono ai requisiti richiesti. A questo punto viene apposto il marchio a fuoco "selezione mangibene.it". Da questo momento i prosciutti vengono messi a riposare serenamente, ed a respirare l'aria salubre delle colline di Langhirano, fino al ventiquattresimo mese. Un ultimo controllo, prima della toelettatura e, se tutto è perfettamente in ordine, i prosciutti sono pronti per essere inviati sulle vostre tavole.

Per molti altri la situazione è la seguente:

(tratto da riviste specializzate del settore)

San Daniele e Prosciutto di Parma non obbediscono all'Antitrust?

Continuano le procedure per limitare la produzione (e tenere alti i prezzi)



L'Autorità garante della concorrenza e del mercato ha contestato ai consorzi di tutela dei due famosi marchi di salumi "l'inottemperanza alla diffida-infrazioni gravi articoli 2 e 3". la procedura può portare ad una sanzione fino al 10% del fatturato. L'Autorità garante aveva precedentemente negato il permesso di mantenere le pratiche che limitano la produzione dei due prosciutti. Nonostante ciò sembra che le procedure in questione siano state mantenute, con evidente danno per il portafoglio dei consumatori. Riportiamo il testo della decisione dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato: "1. Con provvedimento del 19 giugno 1996 l'Autorità ha deliberato che i piani di programmazione delle produzioni tutelate adottati dai Consorzi del Prosciutto di Parma e del Prosciutto di San Daniele costituiscono violazioni dell'articolo 2 della legge n. 287/90, in quanto intese volte alla fissazione delle soglie di produzione dei prosciutti a denominazione di origine tutelata. Nella stessa occasione, l'Autorità ha deliberato di concedere, ai sensi e per gli effetti di cui all'articolo 4 della legge n. 287/90, un'autorizzazione in deroga per il periodo compreso tra il 1° gennaio 1995 e il 31 dicembre 1998. 2. Con lettera del 29 settembre 1998 i Consorzi del Prosciutto di Parma e del Prosciutto di San Daniele hanno presentato una richiesta di prosecuzione di efficacia dell'autorizzazione in deroga, concessa per l'applicazione dei piani di programmazione produttiva oltre i termini indicati dalla delibera del 19 giugno 1996, per la durata di un ulteriore triennio (1999-2001).
A sostegno dell'istanza è stato addotta la persistenza dei presupposti per detta autorizzazione in deroga, stante la mancanza di strumenti di controllo idonei a sostituire il controllo quantitativo effettuato dai Consorzi, segnatamente nella fase dell'allevamento dei suini, relativamente all'alimentazione e alla selezione genetica.
3. Tale richiesta è stata rigettata con provvedimento del 21 gennaio 1999 dall'Autorità la quale, non ritenendo sussistenti le condizioni previste dall'articolo 4 della legge n. 287/90 ai fini della concessione dell'autorizzazione in deroga al divieto di intese restrittive della libertà di concorrenza, ha negato la prosecuzione di efficacia dell'autorizzazione precedentemente concessa. Infatti, in tale provvedimento l'Autorità ha rilevato come i piani di programmazione predisposti dai Consorzi siano ormai privi della funzione di controllo della qualità precedentemente assolta, considerato il nuovo assetto normativo e la nuova disciplina in materia di controlli della qualità dei prodotti e, pertanto, lungi dal causare alcuna forma di beneficio aggiuntivo per i consumatori, producano un assetto artificiale del livello del prezzo dei prodotti, quale conseguenza della predeterminazione della struttura dell'offerta.
4. Nel medesimo provvedimento l'Autorità ha richiesto alle parti di presentare, entro centottanta giorni dalla data di notificazione dello stesso, una relazione in merito alle misure necessarie ad eliminare in maniera completa e definitiva, entro il 31 dicembre 1999, le intese restrittive rappresentate dai piani di programmazione delle produzioni tutelate, nonché ogni altro eventuale comportamento finalizzato alla restrizione quantitativa della produzione. La relazione in questione è stata presentata all'Autorità, da parte del Consorzio del Prosciutto di Parma in data 20 luglio 1999 e del Consorzio del Prosciutto di San Daniele in data 5 agosto 1999.
5. In tali relazioni le parti hanno affermato che, a partire dal 1° gennaio 2000, non sarebbe stata data ulteriore attuazione ai piani di programmazione della produzione tutelata. Tali relazioni, tuttavia, non sono state ritenute dall'Autorità, esaustive in merito alle modalità mediante cui le parti si impegnavano a eliminare del tutto, entro il 31 dicembre 1999, le intese vietate.
6. Pertanto, in data 28 settembre 1999 l'Autorità ha inviato una lettera a entrambi i Consorzi in cui rilevava che le relazioni trasmesse non contenevano alcuna informazione circa l'eventuale adozione di un Piano di programmazione per il 1999 da parte dei suddetti Consorzi e affermava, altresì, che tale adozione non avrebbe potuto ritenersi autorizzata sulla base della delibera del 21 gennaio 1999 ma che, al contrario, sarebbe stata suscettibile di porsi in netto contrasto con quanto in essa stabilito. Pertanto, sono stati invitati i Consorzi in questione a fornire informazioni in merito all'eventuale adozione di piani di programmazione produttiva per il 1999 e, qualora detti piani fossero stati applicati, a sospenderne immediatamente l'attuazione, al fine di non contrastare con gli obblighi imposti dai provvedimenti dell'Autorità.
7. Nelle relazioni pervenute in data 20 e 25 ottobre 1999, predisposte rispettivamente dal Consorzio del Prosciutto di Parma e dal Consorzio del Prosciutto di San Daniele, le parti hanno ribadito la loro intenzione di adeguare i rispettivi comportamenti a quanto statuito dall'Autorità nel suo provvedimento del 21 gennaio 1999. Tuttavia, le stesse hanno osservato come la formulazione del dispositivo del predetto provvedimento, in cui si chiedeva di presentare una relazione in merito alle "misure necessarie a eliminare in maniera completa e definitiva entro il 31 dicembre 1999 le intese restrittive rappresentate dai piani di programmazione delle produzioni tutelate, nonché ogni comportamento finalizzato alla restrizione quantitativa della produzione", avesse indotto a ritenere legittima l'adozione di un nuovo piano produttivo per il 1999 avente una specifica funzione di passaggio tra il previgente sistema e la completa liberalizzazione del mercato. Peraltro, le parti hanno informato che, con Decreti Ministeriali del 19 febbraio e 8 marzo 1999, il Ministero dell'Industria del Commercio e dell'Artigianato ha approvato i piani di programmazione della produzione tutelata per l'anno 1999 presentati dai Consorzi del Prosciutto di Parma e del Prosciutto di San Daniele.
8. Da quanto sopra esposto risulta che il Consorzio del Prosciutto di Parma e il Consorzio del Prosciutto di San Daniele, adottando nuovi piani di programmazione per il 1999, non hanno ottemperato al provvedimento dell'Autorità del 21 gennaio 1999 che ha negato la prosecuzione di efficacia, dopo il 31 dicembre 1998, all'autorizzazione in deroga precedentemente concessa.

RITENUTO, pertanto, che i fatti accertati appaiono costituire, ai sensi dell'articolo 15, comma 2, della legge n. 287/90, inottemperanza alla delibera dell'Autorità del 21 gennaio 1999;

DELIBERA

a) di contestare al Consorzio del Prosciutto di Parma e al Consorzio del Prosciutto di San Daniele la violazione di cui all'articolo 15, comma 2, della legge n. 287/90 per non aver ottemperato alla delibera dell'Autorità del 21 gennaio 1999;
b) che il responsabile del procedimento è il dott. Guido Stazi;
c) che può essere presa visione degli atti del procedimento presso la Direzione Attività Istruttoria A dell'Autorità dai legali rappresentanti del Consorzio del Prosciutto di Parma e del Consorzio del Prosciutto di San Daniele ovvero da persone da essi delegate;
d) che, ai sensi dell'articolo 18, comma 1, della legge n. 689/81, entro il termine di trenta giorni dalla data di notificazione del presente provvedimento, gli interessati possono far pervenire all'Autorità scritti difensivi e documenti e chiedere di essere sentiti;
e) che il procedimento deve concludersi entro novanta giorni dalla data di notificazione del presente provvedimento."
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